Visualizzazione post con etichetta ricetta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ricetta. Mostra tutti i post

martedì 15 maggio 2012

Il biscotto “Zaeto” o anche “Zaleto”


Fonte foto: cucchiaiodilegno.it

Il “Zaleto” o “Zaeto” è un altro biscotto tipico di Venezia.

E’ così chiamato per il suo colore giallo, “zalo” in dialetto veneziano, dato dalla farina di mais.
Le sue origini non sono proprio veneziane. Infatti è nato nelle zone dell’alto Friuli o addirittura si dice dalle parti di Belluno. Un tempo queste zone erano poverissime e l’introduzione durante il 1600 del mais contribuì a migliorare l’alimentazione della popolazione locale.

Si dice che la farina macinata dal mulino ad acqua risulti essere molto più sottile di quella macinata con mulini di altro tipo ed infatti in queste zone ci sono moltissimi mulini ad acqua; di qui il successo di questo biscotto.

La farina macinata con questi mulini ad acqua veniva infatti utilizzata per fare questi biscotti che poi venivano portati a Venezia, città molto ricca, e venduti di casa in casa e lungo le strade dagli ambulanti con le loro bancarelle.
Oggi questi biscotti si trovano in tutti i panifici ed in tutte le pasticcerie di Venezia essendo ormai riconosciuto come un prodotto tipico della città. Li si riconoscono con facilità per la loro forma un poco ovale ed appuntita all’estremità e per il loro colore giallo dovuto alla farina da mais…quella da polenta per capirsi.
I Zaleti o Zaeti non si trovano solo a Venezia bensì anche nel centro Italia, tuttavia man mano che ci si sposta verso sud gli ingredienti di base vengono arricchiti con pinoli, mandorle e fichi secchi.

Ecco la ricetta originaria per fare dei Zaeti Veneziani e che noi usiamo alla Locanda al Piave:

Fonte foto: cucchiaiodilegno.it
350 gr. di farina di frumento 0
350 gr. di farina di mais (quella per la polenta gialla)
250 gr di uva passa (ammorbidita in acqua tiepida)
250 gr. di burro (ammorbidito a temperatura ambiente)
250 gr. di zucchero
5 uova
Un pizzico di sale

Procedimento:
In una terrina unite lo zucchero, il burro ammorbidito a temperatura ambiente (tenetelo fuori dal frigo dal giorno prima) e il sale e sbatterli con energia fino ad ottenere una crema morbida.
Aggiungere le uova una alla volta ed in seguito la farina di frumento e la farina di mais.
Mescolare il tutto con forza. Quando l’impasto risulterà omogeneo aggiungere l’uvetta..

Ora prendete un poco di impasto, che dovrà essere omogeneo e consistente, e sagomate i biscotti con le mani: ciascuno dovrà essere lungo circa 7 cm, di forma ovale appuntito alle estremità.

Posare i biscotti su una teglia imburrata, infornare a 180° per 10/15 minuti.

Noi usiamo i Zaeti a colazione oppure come dolcetto accompagnato al caffè…e voi?

lunedì 23 aprile 2012

Bussolai Buranei ed Esse Buranei


Se volete portare a casa dal vostro viaggio a Venezia qualcosa di davvero tipico, locale ed assolutamente originale non potete dimenticarvi di acquistare i Bussolai Buranei o i più tradizionale Esse Buranei.

I Bussolai Buranei, chiamati anche Bussolà, sono dei tipici biscotti di Venezia in particolare provenienti dall'isola di Burano, da cui prendono appunto il nome e unico luogo in cui vi consigliamo di andare ad acquistare.

Sono dei biscotti buonissimi, anche se il loro aspetto e il loro nome magari non rendono giustizia al loro straordinario sapore


Vi raccontiamo un po' di storia:
“Bussolà” oppure “Bussolai”deriva dalla parola “busa”, che in dialetto veneziano vuol dire “buca”.  A questa parola poi si è voluto aggiungere sempre la parola dialettale “Buranei” per indicare la loro origine dall’Isola di Burano.

Si racconta che qualche anno fa un famoso ristoratore di Burano chiese ad un fornaio locale di preparargli un “Bussolà” da offrire ai propri clienti come dessert di fine pasto ed adatto per essere accompagnato da un buon bicchiere di vino dolce.

Da questo episodio nacquero gli Esse buranei, ovvero biscotti preparati allo stesso modo dei Bussolà ma con forma diversa, di Esse per l'appunto, per dare la possibilità a chi li mangia di intingerli nel vino.

Oggi si possono trovare Bussolà ed Esse di molti formati e di diverse dimensioni che vengono prodotti sia a Venezia che nelle fabbriche della terraferma ma nessuno di questi biscotti è speciale come quelli prodotti a Burano.

Il Bussolà è perfetto da inzuppare nel tè o nel vino dolce, si intride leggermente ma non si inzuppa e non si scioglie. E’ anche ottimo da sgranocchiare da solo ed è anche molto nutriente visti i suoi ingredienti.

Se lo si conserva in una scatola questo biscotto può durare a lungo sebbene si indurisca leggermente.

I Bussolai non si possono fare a casa, o per lo meno non del tutto. Oggi, come ieri, i buranelli che non li vogliono acquistare preparano a casa l’impasto o anche solo gli ingredienti e li portano ai fornai che li preparano e li cucinano consegnandoli dope poche ore.

Questo accade perché i forni di casa non raggiungono le temperature sufficienti per cuocere un vero Bussolà od una vera Esse.

Oggi questi biscotti si trovano tutto l’anno, tuttavia in passato erano il dolce tradizionale delle feste pasquali con la tradizionale “fugazza” ovvero la Focaccia.
I bussolai prodotti per Pasqua contenevano una maggiore quantità di tuorli di uovo per ragioni più spirituali che gastronomiche. L’uovo infatti è il simbolo della ressurezione e dunque i Bussolai Pasquali erano ancora più buoni.

Una curiosità: si dice che le Suore del Convento di San Maffio (San Matteo) nell’isoletta di Mazzorbo collegata da un ponte all’Isola di Burano, ricevettero l’ordine di ridurre le spese per l’acquisto dei Bussolai poiché ne consumavano fin troppi.
Il Convento di San Maffio che aveva origini risalenti al 1298 fu in seguito soppresso da Napoleone nel 1806 e poco dopo distrutto.

Se volete provare a farli a casa, eccovi la ricetta:

Ingredienti:
farina kg 1
burro g 300
zucchero g 600 -
12 rossi di uovo
scorza di limone grattata
vaniglia
pizzico di sale

Procedimento:
mettere la farina sulla spianatoia, formare un incavo e nel mezzo mettere il burro morbido a temperatura ambiente (possibilmente lasciato fuori dal frigo la sera prima, assolutamente non scioglierlo sul fuoco).
A parte unire le rosse di uovo allo zucchero e sbatterlo energicamente fino a che saranno montate.
Aggiungerle questo composto alla farina assieme insieme al resto degli ingredienti.

Impastare amalgamando bene velocemente con le mani fredde.

Dare la forma desiderata di Bussolà (ovvero degli anelli di circa 20 cm sovrapponendo i lembi) o di Esse (strisce di pasta di lunghezza di 10 cm avente al forma di esse), mettere in forno 180° circa fino a cottura.

Conservare quando sono freddi ben chiusi in scatola o in sacchetto.