Di quanto stiamo per raccontarvi in realtà non vi è alcuna traccia storica, ed essendo il racconto assai macabro speriamo dunque che sia solo una leggenda senza fondamento.
Nel Sestiere di Santa Croce, proprio a pochi passa dalla Stazione dei treni di Santa Lucia, lungo il Canal Grande, potrete vedere Riva de Biasio. E’ la fermata successiva alla Stazione.
Ed è qui che è ambientata la nostra Leggenda.
Biagio era un macellaio, un salsicciaio di Venezia assai famoso e rinomato conosciuto col nome in dialetto veneziano di Sior Biasio Carnico. La sua fama e notorietà era legata al suo famoso e saporito “guazzetto” che vendeva nella sua “bottega” ovvero locanda o piccola cucina proprio su questa riva. Il “guazzetto” era uno spezzatino assai prelibato di cui tutti avrebbero voluto conoscere la ricetta sulla quale però Biasio manteneva il più severo segreto.
La sua bottega era sempre piena di avventori, nessuno riusciva a rinunciare a quella prelibatezza i cui ingredienti erano però custoditi gelosamente dal Biasio il “Carner”.
La leggenda narra che un giorno Antonio, un falegname del luogo, si fermò come di consueto alla bottega di Biasio e mentre si apprestava a mangiare il suo piatto di spezzatino preferito trovò nel piatto una piccola falange con tanto di unghia che era senza dubbio di un bambino. Non ci volle molto a capire e collegare Biasio alle sparizioni dei tanti bambini che da tempo avvenivano a Venezia e con orrore si capì quale era l’ingrediente segreto di Baisio.
| Fonte foto virgiliovenezia.myblog.it |
Prima di morire comunque confesso tutti gli omicidi dei bambini e nelle sue cantine vennero trovate le ossa.
Da quel momento quel luogo venne chiamato Riva di Biasio.